Manifesto per una cultura liberalconservatrice moderna
E' interessante, per chi si occupa di politica o sociologia, analizzare come cambino nel corso degli anni le parole e le idee dei pensatori politici. L'evoluzione, naturale, del pensiero politico si adatta alla storia, ai cambiamenti sociali che la contraddistinguono, cambia e migliora in base all'esperienza. Le vittorie politiche e sociali danno linfa agli slogan del passato, le sconfitte, invece, permettono di rivedere gli stessi, cercando di adattarli meglio alla realtà contingente.
Piccolo gioco da Settimana Enigmistica.
Con tutto il rispetto per la famiglia di Eluana Englaro non posso esimermi da una considerazione cattiva. Ma se avessero evitato tutto questo bailamme mediatico Eluana non potrebbe già riposare in pace?
Il blog è rimasto muto per quasi un mese. Non ho più scritto nulla, né risposto ai commenti per scelta. Per schifo. La politica italiana degli ultimi 30 giorni mi ha fatto vomitare, e per questo ho deciso di chiudermi in un silenzio totale. Il governo è andato in cortocircuito. Questa volontà maniacale di riformare la giustizia è un'arma che si rivolta contro il centrodestra. Nonostante consideri anche io la magistratura italiana un cancro sociale, nonostante sia convinto che da tangentopoli in poi siamo sotto la minaccia di un colpo di Stato giustizialista, anche se convinto che Magistratura Democratica, l'ANM e il CSM siano il braccio armato di una sinistra senza più idee né valori, sono convinto che ai cittadini della giustizia non freghi nulla. I problemi in Italia sono altri. Sono i salari, sono la stagnazione dell'economia, sono un Paese che sta andando a puttane. E il governo deve far vedere che conosce questi problemi e che vuole risolverli. Altrimenti, come dice Bossi, meglio andare tutti a casa. Perché dopo un mese torno a scrivere? Perché lo spettacolo di ieri a Roma merita una risposta. Perché Di Pietro, Travaglio, Guzzanti, Grillo, Camilleri e tutti gli altri fini intellettuali di sinistra meritano una risposta. Perché fanno ridere, ma fanno anche paura. Dicono che "tutte le dittature nascono in nome del popolo", ma si dimenticano che tutte le dittature nascono anche da rivoluzioni sanguinarie fatte da capipopolo populisti e violenti. Come loro. Dicono che "le proposte del governo sono quelle della P2", ma non si accorgono che le loro sono proposte fatte da 2P(irla). Questa è l'opposizione in Italia. Questa è la sinistra. Un bailamme di ignoranti che non sa fare di meglio che insultare il Papa, il Presidente della Repubblica, un Ministro della Repubblica e che utilizza falsità e menzogne per colpire la folla. Fa ridere la Guzzanti, l'unica al mondo a non aver saputo che l'intercettazione riguardante la Carfagna era un falso. E che la spaccia per verità, offendendo un Ministro della Repubblica parlando delle sue pratiche sessuali. Fa ridere Grillo, che ormai ripete stantio le stesse frasi, cambiando solo i soggetti. Prima a dormire era Prodi, oggi è Napolitano. Il dubbio che nasce è... quando inizierà a dormire Grillo e la smetterà di dire stronzate? Fa ridere Travaglio, che come sempre utilizza mezze verità per creare menzogne. Lui, paladino dei tribunali, utilizza i processi ancora in corso per attaccare Berlusconi, dimenticando quei processi conclusi e che hanno visto lo stesso Berlusconi assolto. Ma più di tutti fa ridere lui, il Tonino nazionale. Organizza una manifestazione nella quale invita il peggio del populismo italico. Fa salire sul palco il peggio della demagogia e poi si lamenta se questi insultano a destra e a manca. Lui, che fino a ieri parlava di magnaccia. Ah già... un'ultima nota. Da mesi, anzi anni, ci dicono che l'Italia civile è sul piede di guerra, che l'Italia onesta è pronta a marciare su Roma contro le leggi ad personam e contro Berlusconi. Ieri, in piazza, c'erano quattro gatti. Forse perché onesta è quell'Italia rappresentata da Di Pietro? Uno che ha ucciso in nome della giustizia, uno che non si è fatto problemi a prendere soldi e macchine da pluriinquisiti? E' onesta l'Italia rappresentata da Grillo e Travaglio? Due comici che raccontano falsità sapendo di farlo, ma che poi insultano chi glielo fa notare? Il tutto aumentando il proprio conto corrente giocando sulla stupidità del popolino che si beve le loro stronzate? O è onesta l'Italia che vota chi fa scalate alle banche, che viene beccato con le mani nella marmellata, ma che poi si affida ad ANM e CSM per sputtanare i giudici che indagano su di loro? A loro non servono le leggi ad personam, hanno già la magistratura ad partitum! O sono onesti coloro che ancora si rifanno alla peggiore ideologia mai nata? Sono onesti coloro che, sapendo quanti milioni di morti ha fatto, si definiscono ancora fieramente comunisti?
La sinistra è bravissima a riempirsi la bocca di belle parole. Per autoconvincersi si definiscono "Democratici" e vogliono sempre che tutto avvenga democaticamente. Sono loro a vantarsi delle "democratiche" primarie, loro a minacciare a ogni piè spinto l'utilizzo del "democratico" referendum quando il centrodestra fa una legge che a loro non piace. E, sempre loro, urlano alla vergogna quando qualcuno chiede di non andare a votare ai referendum. Che è, secondo loro, la massima espressione della "democrazia".
I fatti di Pigneto stanno prendendo giorno dopo giorno contorni più inquietanti e pericolosi. La squadraccia fascista che aveva aggredito tre negozi gestiti da extracomunitari si è trasformata in un cinquantenne di sinistra, pregiudicato, esasperato da un furto commesso da un marocchino e da un gruppo di ragazzi, tra i quali anche uno di colore. Quindi, niente fascisti all'orizzonte.
Gli ultimi fatti di cronaca e politica che arrivano da Roma sono inquietanti. La rissa con coltelli e bastoni alla Sapienza di Roma sono il termometro di un Paese in crisi, di una voglia di tornare al passato di una fetta del mondo politico italiano. Ma non è di questo che voglio parlare. Ci sono in corso indagini, interrogatori e presto, si spera, la magistratura farà luce su ciò che è veramente successo l'altro giorno tra i giovani dei centri sociali e quelli di Forza Nuova.
'Sono disposto a tenere tranquilla la gente ma devono tenere lontane le forze dell'ordine". Così il sindaco di Marano, Salvatore Perrotta, Comune confinate con Chiaiano, al centro della "rivolta" contro la nuova discarica che dovrebbe essere aperta per risolvere il problema rifiuti nel napoletano.
Oggi è l'anniversario dell'omicidio di Giovanni Falcone. Il 23 maggio 1992, a Capaci, una carica esplosiva uccise il magistrato, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della sua scorta. Una delle pagine più buie della storia repubblicana, ma anche una delle tante piene di ombre e silenzi. Chi uccise Giovanni Falcone? La mafia. Lo hanno detto i pentiti e ci sono le prove. Ma la mafia agì da sola, o i mandanti arrivavano da altre parti? Questo ancora non si sa, ma una cosa è certa. La morte di Giovanni Falcone arrivò puntuale e precisa per bloccare un'indagine del magistrato. Ma non si trattava di un'indagine di mafia.
Soru ha acquistato L'Unità. E, come prima operazione da editore, per far sentire ai giornalisti di essere uno di loro cosa fa? Racconta una favola!