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Blogger: Libertory
Nome: Rinascita Liberale
Giornalista, libero pensatore, anticomunista. Da sempre lotto per dare voce a chi, in Italia, è stato escluso dall'egemonia culturale di sinistra. Non voglio, però, una destra clericale e per questo mi batto per far conoscere e crescere il pensiero liberalconservatore, l'unico, vero, pensiero liberale

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lunedì, 28 luglio 2008

Cari compagni, siamo nel terzo millennio!

LiberalConservatoriE' interessante, per chi si occupa di politica o sociologia, analizzare come cambino nel corso degli anni le parole e le idee dei pensatori politici. L'evoluzione, naturale, del pensiero politico si adatta alla storia, ai cambiamenti sociali che la contraddistinguono, cambia e migliora in base all'esperienza. Le vittorie politiche e sociali danno linfa agli slogan del passato, le sconfitte, invece, permettono di rivedere gli stessi, cercando di adattarli meglio alla realtà contingente.
Questo succede quasi sempre. Quando non succede si parla di posizioni antistoriche, reazionarie, conservative. E, normalmente, sono posizioni perdenti, sconfitte già in partenza.
Siamo nel 2008, tanta acqua è passata sotto i ponti della storia italiana, europea e mondiale. E, rileggendo i documenti politici del passato ci viene da sorridere.
Prendiamo, per esempio, un vecchio documento programmatico del Partito Comunista Italiano e rileggiamolo assieme:

"Il Congresso ritiene necessario e prioritario un forte rilancio culturale, politico e organizzativo del Partito Comunista."

"Il rilancio del PC deve essere caratterizzato in primo luogo da una svolta a sinistra."

"La sconfitta delle destre populiste e della politica antioperaia della Confindustria è il nostro obiettivo di fase."

"E’ importante recuperare l’idea che l’opposizione non è una mera collocazione nel quadro politico ma si configura come una fase di ricostruzione, di radicamento e di relazioni sociali, di battaglia culturale e politica. [...]  Dentro questa prospettiva è indispensabile rafforzare la sinistra di alternativa, avviando una collaborazione fra le diverse soggettività anticapitaliste, comuniste, di sinistra e aggregando le realtà collettive ed individuali che si muovono al di fuori dei partiti politici sui diversi terreni sociali, sindacali e culturali."

"La promozione di lotte, la costruzione di vertenze, la ricostruzione dei legami sociali a partire da forme di mutualità, sono indispensabili al fine di qualificare dal punto di vista dell’utilità sociale il ruolo storico dei comunisti e della sinistra."

"La ripresa di una iniziativa di lotta, richiede in primo luogo la messa in campo di una forte iniziativa in difesa delle condizioni di vita e di lavoro delle classi popolari."

"Solo la ripresa del conflitto di classe può evitare che la guerra tra i poveri prenda piede nel nostro paese."

"Riteniamo opportuno favorire ogni elemento di conflitto dal basso nei luoghi di lavoro, la rinascita di un protagonismo dei lavoratori e delle lavoratrici, l’emergere di momenti di auto-organizzazione, tutti elementi decisivi affinché la battaglia anticoncertativa assuma una dimensione di massa."

"La volontà di intensificare la collaborazione e le relazioni con i partiti comunisti e progressisti, con tutti i movimenti rivoluzionari e le importantissime esperienze latino-americane che si collocano contro le politiche neoliberiste e di guerra, con i popoli in lotta contro l’occupazione militare e per l’autodeterminazione."

Bene, avete letto? Fa proprio sorridere vedere come i vecchi comunisti vedevano il mondo, vero? Paroloni in politichese, frasi tronfie di termini "sociali" forti. Spiccano frasi come "favorire il conflitto", "politica antioperaia", "soggettività (???) anticapitaliste e comuniste", "movimenti rivoluzionari". Già... proprio un documento antistorico. Sapete chi ha forgiato tale documento? Paolo Ferrero, neo segretario del Partito della Rifondazione Comunista. E non è un vecchio documento uscito da qualche cantina impolverata, no. E' il documento programmatico presentato e votato dal partito ieri, domenica 27 luglio 2008.

E ancora si chiedono perché sono fuori dal Parlamento???
postato da: Libertory alle ore 08:59 | link | commenti (1)
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martedì, 22 luglio 2008

Lodi (e insulti) ai pentiti... tanto finisce tutto a Tavaroli e vino

LiberalConservatoriPiccolo gioco da Settimana Enigmistica.

C'è un criminale. Ha commesso diversi reati, si è macchiato dei reati più infamanti. Viene arrestato e processato. Per salvarsi, o avere un sostanziale sconto di pena, egli decide di accusare qualcuno di importante. Un politico. Un leader di partito. Ne infama il nome, racconta di azioni indegne per un uomo politico di quel livello.

Come reagisce la sinistra italiana di fronte a queste accuse?

Ipotesi 1) Beatifica il criminale, lo innalza a "pentito", ne fa un importante personaggio, assolutamente affidabile e credibile. Insulta e infama chi mette in dubbio le parole del criminale, reputa vergognose le accuse di una classe politica ben definita, la quale chiede che alle parole del criminale seguano delle prove reali, tangibili. La sinistra chiede la condanna del politico a prescindere, solo per la parola del "pentito".

Ipotesi 2) Si eleva un unico coro di condanna nei confronti di quell'infame criminale. Si parla di vergogna, infamia, di minacciano querele e si sottolinea come le dichiarazioni di un criminale inquisito non abbiano il minimo valore morale né penale. Si accusa la stampa di dare voce a gente che merita solo il carcere, si fa quadrato intorno alle povere vittime di tali accuse e si mette in dubbio la buona fede di giornalisti, magistrati e quant'altro.

Entrambe le ipotesi sono vere e reali. Entrambe le ipotesi hanno trovato realizzazione negli ultimi vent'anni di storia italiana. Ora, indovinate: quali delle due ipotesi si riferisce ad accuse rivolte a Fassino, ex leader dei DS e quale, invece, si riferisce a Berlusconi, leader del centrodestra?
postato da: Libertory alle ore 20:07 | link | commenti
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giovedì, 17 luglio 2008

Eluana, Facci e un'Italia di ipocriti

LiberalConservatoriCon tutto il rispetto per la famiglia di Eluana Englaro non posso esimermi da una considerazione cattiva. Ma se avessero evitato tutto questo bailamme mediatico Eluana non potrebbe già riposare in pace?
Mi spiego, sfruttando le cifre che oggi Filippo Facci propone su Il Giornale, in un articolo che sottoscrivo al 100%. In Italia il 42% dei medici ha sospeso le cure nei confronti di malati terminali, il 23% dei decessi arriva dopo una decisione medica e il 79,4% dei medici italiani sarebbe disposto a interrompere le cure mediche ed evitare l'accanimento terapeutico.
Cosa significa tutto ciò? Semplice, che in Italia l'eutanasia esiste da anni, che la rinuncia all'accanimento terapeutico è una realtà dei nostri ospedali e che le polemiche degli ultimi giorni sono ridicole, inutili, vergognose e ipocrite. La Chiesa si indigna ed è giusto così. Non è dal Vaticano che possiamo aspettarci posizioni moderne, che vadano contro lo status-quo incivile delle leggi sul diritto alla vita. Il Parlamento si indigna e qui mi girano le palle. Tra una riforma della giustizia e l'altra, infatti, i parlamentari del PDL non trovano di meglio che impugnare la decisione di lasciar morire in santa pace Eluana. Ma non potevate continuare a pensare ai Lodi invece di aprire bocca? Dove sono i laici, i liberali e i moderni parlamentari di centrodestra? Dove sono i Della Vedova e i Capezzone? Come possono accettare una politica retrograda, clericofondamentalista e ottusa come quella che sta portando avanti questa maggioranza? E l'opposizione? Una volta che potrebbero avere una posizione maggioritaria nel Paese tacciono. Di Pietro perché se non c'entrano la giustizia e Berlusconi ha un encefalogramma piatto, Veltroni perché ormai si è abituato a fare il baciapile ed è senza attributi e i radicali perché passano più tempo a cercare i propri resti nell'emiciclo di Montecitorio che a proporre politiche radicali e liberali.

Signori aprite gli occhi. L'eutanasia è un diritto ed esiste da decenni. In segreto, clandestinamente, lontano da telecamere e talkshow, ogni giorno parenti e medici decidono di porre termine alle sofferenze di un malato. Senza bisogno di una legge che lo permetta. Perché gli italiani sono più moderni, civili e reali del legislatore, della Chiesa e dei giornalisti. Prima o poi ci arriveremo. Avremo una legge moderna e civile. Fino a quel momento, un grazie di cuore a quei medici che con coraggio e dedizione sanno quando la medicina si deve fermare. Perché Eluana non è sola, ma ne è piena l'Italia. In silenzio.
postato da: Libertory alle ore 11:42 | link | commenti (1)
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mercoledì, 09 luglio 2008

Un mese di schifo e di silenzio

LiberalConservatoriIl blog è rimasto muto per quasi un mese. Non ho più scritto nulla, né risposto ai commenti per scelta. Per schifo. La politica italiana degli ultimi 30 giorni mi ha fatto vomitare, e per questo ho deciso di chiudermi in un silenzio totale. Il governo è andato in cortocircuito. Questa volontà maniacale di riformare la giustizia è un'arma che si rivolta contro il centrodestra. Nonostante consideri anche io la magistratura italiana un cancro sociale, nonostante sia convinto che da tangentopoli in poi siamo sotto la minaccia di un colpo di Stato giustizialista, anche se convinto che Magistratura Democratica, l'ANM e il CSM siano il braccio armato di una sinistra senza più idee né valori, sono convinto che ai cittadini della giustizia non freghi nulla. I problemi in Italia sono altri. Sono i salari, sono la stagnazione dell'economia, sono un Paese che sta andando a puttane. E il governo deve far vedere che conosce questi problemi e che vuole risolverli. Altrimenti, come dice Bossi, meglio andare tutti a casa. Perché dopo un mese torno a scrivere? Perché lo spettacolo di ieri a Roma merita una risposta. Perché Di Pietro, Travaglio, Guzzanti, Grillo, Camilleri e tutti gli altri fini intellettuali di sinistra meritano una risposta. Perché fanno ridere, ma fanno anche paura. Dicono che "tutte le dittature nascono in nome del popolo", ma si dimenticano che tutte le dittature nascono anche da rivoluzioni sanguinarie fatte da capipopolo populisti e violenti. Come loro. Dicono che "le proposte del governo sono quelle della P2", ma non si accorgono che le loro sono proposte fatte da 2P(irla). Questa è l'opposizione in Italia. Questa è la sinistra. Un bailamme di ignoranti che non sa fare di meglio che insultare il Papa, il Presidente della Repubblica, un Ministro della Repubblica e che utilizza falsità e menzogne per colpire la folla. Fa ridere la Guzzanti, l'unica al mondo a non aver saputo che l'intercettazione riguardante la Carfagna era un falso. E che la spaccia per verità, offendendo un Ministro della Repubblica parlando delle sue pratiche sessuali. Fa ridere Grillo, che ormai ripete stantio le stesse frasi, cambiando solo i soggetti. Prima a dormire era Prodi, oggi è Napolitano. Il dubbio che nasce è... quando inizierà a dormire Grillo e la smetterà di dire stronzate? Fa ridere Travaglio, che come sempre utilizza mezze verità per creare menzogne. Lui, paladino dei tribunali, utilizza i processi ancora in corso per attaccare Berlusconi, dimenticando quei processi conclusi e che hanno visto lo stesso Berlusconi assolto. Ma più di tutti fa ridere lui, il Tonino nazionale. Organizza una manifestazione nella quale invita il peggio del populismo italico. Fa salire sul palco il peggio della demagogia e poi si lamenta se questi insultano a destra e a manca. Lui, che fino a ieri parlava di magnaccia. Ah già... un'ultima nota. Da mesi, anzi anni, ci dicono che l'Italia civile è sul piede di guerra, che l'Italia onesta è pronta a marciare su Roma contro le leggi ad personam e contro Berlusconi. Ieri, in piazza, c'erano quattro gatti. Forse perché onesta è quell'Italia rappresentata da Di Pietro? Uno che ha ucciso in nome della giustizia, uno che non si è fatto problemi a prendere soldi e macchine da pluriinquisiti? E' onesta l'Italia rappresentata da Grillo e Travaglio? Due comici che raccontano falsità sapendo di farlo, ma che poi insultano chi glielo fa notare? Il tutto aumentando il proprio conto corrente giocando sulla stupidità del popolino che si beve le loro stronzate? O è onesta l'Italia che vota chi fa scalate alle banche, che viene beccato con le mani nella marmellata, ma che poi si affida ad ANM e CSM per sputtanare i giudici che indagano su di loro? A loro non servono le leggi ad personam, hanno già la magistratura ad partitum! O sono onesti coloro che ancora si rifanno alla peggiore ideologia mai nata? Sono onesti coloro che, sapendo quanti milioni di morti ha fatto, si definiscono ancora fieramente comunisti?
postato da: Libertory alle ore 11:57 | link | commenti (4)
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venerdì, 13 giugno 2008

Quei democratici a orologeria

LiberalConservatoriLa sinistra è bravissima a riempirsi la bocca di belle parole. Per autoconvincersi si definiscono "Democratici" e vogliono sempre che tutto avvenga democaticamente. Sono loro a vantarsi delle "democratiche" primarie, loro a minacciare a ogni piè spinto l'utilizzo del "democratico" referendum quando il centrodestra fa una legge che a loro non piace. E, sempre loro, urlano alla vergogna quando qualcuno chiede di non andare a votare ai referendum. Che è, secondo loro, la massima espressione della "democrazia".
Ma, si sa, la sinistra è antidemocratica nell'animo. E, quando la democrazia rema contro di loro, allora esce il loro animo statalista, dirigista e comunista.
Democraticamente gli irlandesi hanno detto no a questa Europa. Unici a votare, hanno dato voce ai milioni di europei che non si ritrovano in questa Europa burocratica, dirigista, transstatalista, ma per nulla europea. Hanno espresso il loro democratico parere. E la sinistra che fa? Plaude al referendum, massima espressione della democrazia?
No. Andrea Bonanni, giornalaio de La Repubblica, pone la questione sulla democraticità dei referendum. Ne chiede l'abolizione. Scopre (ma va?????) che i cittadini spesso non sanno abbastanza per poter esprimere un parere. Io lo dicevo da anni, ma mi prendevo del fascista antidemocratico.
Ma il più ridicolo, il più voltagabbana tra i democratici è il nostro presidente della Repubblica. Il popolo irlandese non è d'accordo con Lui, e allora Lui chiede che l'Irlanda venga cacciata dall'Europa. Che venga esiliata.
Questa è l'anima della sinistra. Se sei d'accordo con lei, sei un buon democratico. Se non la pensi come lei.. allora meriti l'esilio!
Bravo presidente... torni a pensare ai rifiuti, che meglio si adattano al suo livello culturale!
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venerdì, 30 maggio 2008

Strategia della Tensione - L'Ordine intervenga

LiberalConservatoriI fatti di Pigneto stanno prendendo giorno dopo giorno contorni più inquietanti e pericolosi. La squadraccia fascista che aveva aggredito tre negozi gestiti da extracomunitari si è trasformata in un cinquantenne di sinistra, pregiudicato, esasperato da un furto commesso da un marocchino e da un gruppo di ragazzi, tra i quali anche uno di colore. Quindi, niente fascisti all'orizzonte.

Eppure, come per i fatti di Verona e quelli della Sapienza, la stampa di sinistra, i partiti massimalisti e cattocomunisti avevano subito gridato al pericolo nero, al rigurgito di eversione nazifascista.

E' in atto una strategia della tensione ben chiara. Morto, per volontà di Veltroni e per la chiara sconfitta elettorale, l'antiberlusconismo militante, la sinistra è tornata sul suo altro cavallo di battaglia. Chi è contro di noi è fascista, che poi sia liberale, cattolico, socialista o altro non importa. E, soprattutto, il pericolo fascista è sempre dietro l'angolo. Una strategia che a volte è portata avanti in buonafede, altre volte per stupidità, spesso per interessi di parte.

Per una persona, invece, la malafede è ovvia e chiara. Si tratta della collega di Radio Capital, Simona Zappulla, giornalista dell'Agi. La Zappulla, proclamatasi testimone d'eccellenza dai fatti di Pigneto, infatti, ha raccontato in tempo reale gli avvenimenti di quel giorno. Lei era lì. Lei aveva visto tutto. Lei aveva visto le svastiche sulle sciarpe della squadraccia nazifasciata.

Simona Zappulla si è inventata tutto. Nessuna svastica, nessun fascio, nessuna squadraccia. Eppure, è bastata la sua parola per rilanciare la propaganda sinistroide. Per far salire la tensione e gridare al pericolo fascista. Simona Zappulla è una bugiarda. Nulla di male, se non fosse una giornalista professionista. Ora, l'Ordine dei giornalisti intervenga! Non è tollerabile un utilizzo dei mezzi di stampa per fomentare una controviolenza inaccettabile. La libertà di stampa non è libertà di inventare pericoli inesistenti e di raccontare panzane.

Simona Zappulla venga cacciata! Di giornalisti come lei l'Italia non ha bisogno!
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categorie: razzismo, fascisti, pigneto
mercoledì, 28 maggio 2008

Libera Università in libero Stato

LiberalConservatoriGli ultimi fatti di cronaca e politica che arrivano da Roma sono inquietanti. La rissa con coltelli e bastoni alla Sapienza di Roma sono il termometro di un Paese in crisi, di una voglia di tornare al passato di una fetta del mondo politico italiano. Ma non è di questo che voglio parlare. Ci sono in corso indagini, interrogatori e presto, si spera, la magistratura farà luce su ciò che è veramente successo l'altro giorno tra i giovani dei centri sociali e quelli di Forza Nuova.

E' ciò che ha fatto scaturire tutto ciò che mi interessa. E' ciò che la violenza ha messo in secondo piano. E' ciò che, a me, fa veramente paura. Cioé la scelta del rettore dell'Università della Sapienza di annullare il convegno organizzato dai giovani di Forza Nuova, scelta che ha portato alla violenza dell'altro giorno.

L'Università Sapienza di Roma è, secondo molti esimi personaggi mondiali, uno degli Atenei più importanti al mondo, non solo in Italia. E, come tale, dovrebbe essere fucina di cultura. Cultura che significa non solo insegnamento, ma anche confronto, dibattito, libertà di pensiero e luogo di crescita. Questo significa che, oltre ai normali corsi, vengano organizzati incontri, dibattiti, tavole rotonde e quant'altro per studiare e analizzare la storia, gli avvenimenti e discutere di tutto ciò. Permettendo A TUTTI di esprimere la propria opinione. Per quanto sbagliata. Per quanto folle, anche. Proprio per affrontarla con la cultura e, casomai, distruggerla con le proprie argomentazioni e con le verità storiche.

Ecco, questa è l'Università. L'Università libera e liberale. Poi, esiste un'altra Università. Ed è la Sapienza di Roma. Già a gennaio si era scoperto che le scelte culturali e politiche del massimo Ateneo italiano non erano decise dal Ministro, dal Rettore, dai Presidi o da altre autorità universitarie. Erano decise dai Collettivi Studenteschi, dalla Sinistra massimalista e dall'intellighentia veterocomunista. Chi legge questo blog sa che l'ultima cosa che sono è un baciapile, anzi. Eppure, a gennaio mi venne il vomito leggendo che era stata vietata la presenza del Pontefice all'innaugurazione dell'anno accademico. Per le proteste dei Collettivi e della sinistra massimalista.
E oggi la storia si è ripetuta, ma in maniera ancora più vergognosa. E sotto silenzio.
I Collettivi hanno organizzato un convegno per parlare di foibe, cioé gli assassini di massa perpetrarti dai partigiani e dai comunisti titini alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Convegno cui, nonostante ne avesse fatto richiesta, non è stato invitato il giornalista Pansa, uno dei massimi esperti nel campo.
Convegno nel quale si è NEGATA l'esistenza delle foibe.
Ecco, proprio per contrastare questa falsità storica era stato organizzato un secondo convegno. Da parte dei giovani di FN. Con Pansa presente. Ma, come per il Pontefice, anche in questo caso il rettore ha dovuto fare marcia indietro. Dietro le minacce dei Collettivi e della sinistra massimalista.
Da qui è nata la violenza dell'altro giorno.

La più importante Università italiana non accetta una cultura, una storia, un'idea e una verità che non sia quella dettata dalla sinistra comunista. Questa è la realtà dell'Italia odierna. Ed è di questa che dobbiamo avere paura. Non di alcuni rimasugli ideologici che si nascondono dietro a gruppetti di ignoranti, bulli di periferia.
postato da: Libertory alle ore 20:35 | link | commenti (1)
categorie: roma, università, foibe, sapienza
domenica, 25 maggio 2008

Rifiuti - Uomo di Stato o uomo di...?

LiberalConservatori'Sono disposto a tenere tranquilla la gente ma devono tenere lontane le forze dell'ordine". Così il sindaco di Marano, Salvatore Perrotta, Comune confinate con Chiaiano, al centro della "rivolta" contro la nuova discarica che dovrebbe essere aperta per risolvere il problema rifiuti nel napoletano.

Non ho voglia di parlare di questi personaggi che scendono in piazza a protestare. Non meritano una parola, né di apprezzamento, né di biasimo. Meritano l'assordante silenzio dell'Italia civile, di quella che va oltre la logica del "giardino di casa mia", di quell'Italia che non scende in piazza fomentata da camorristi e briganti. No, dei cittadini non parlo. Mi schifano e basta. Perché la libertà di manifestare non è libertà se va contro gli interessi della comunità. La libertà di manifestare non è libertà se mette in pericolo la salute pubblica. Chi confonde libertà e anarchia non merita la mia attenzione.

Parlo, però, dei signor Perrotta. Del sindaco di Marano. Di un uomo (o presunto tale) che dovrebbe essere uomo di Stato. Perrotta è del Partito Democratico. Come Bassolino. Come la Jervolino. Perrotta è un grande personaggio, un capopopolo. Un uomo (o presunto tale) che può tenere tranquilla la gente, lui. E' un uomo (o presunto tale) che può decidere se ci sarà una rivolta popolare o se staranno tutti buoni a casa. A una condizione. Che lo Stato se ne vada. Che se ne vada la polizia. Che non si faccia la discarica.

Salvatore Perrotta è un uomo. E' un uomo della camorra. Perché fa il gioco della camorra. Perché solo la camorra può decidere di fermare la "rivolta popolare". Perché a Chiaiano, a Marano e nel napoletano si sta facendo una guerra che riguarda gli interessi economici della camorra. Ed è lei, qui, a dettare legge. Non lo Stato. Non la polizia. Non Perrotta. Sempre che Perrotta non sia uomo di camorra. O che non faccia il loro gioco, volente o nolente. E' certo che Perrotta non è un uomo di Stato. Lui minaccia lo Stato. Perrotta non è un uomo di partito. Lui rinnega il Partito. Perrotta non è un uomo. Perché un uomo non si abbasserebbe a fare il gioco della camorra. Che sia camorrista o meno!
postato da: Libertory alle ore 21:55 | link | commenti (7)
categorie: camorra, rifiuti, chiaiano
venerdì, 23 maggio 2008

Giovanni Falcone, quell'inchiesta dimenticata in fretta

LiberalConservatoriOggi è l'anniversario dell'omicidio di Giovanni Falcone. Il 23 maggio 1992, a Capaci, una carica esplosiva uccise il magistrato, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della sua scorta. Una delle pagine più buie della storia repubblicana, ma anche una delle tante piene di ombre e silenzi. Chi uccise Giovanni Falcone? La mafia. Lo hanno detto i pentiti e ci sono le prove. Ma la mafia agì da sola, o i mandanti arrivavano da altre parti? Questo ancora non si sa, ma una cosa è certa. La morte di Giovanni Falcone arrivò puntuale e precisa per bloccare un'indagine del magistrato. Ma non si trattava di un'indagine di mafia.

Nel 1992, infatti, si iniziavano ad aprire gli archivi segreti del Kgb e del Pcus. Armando Cossutta era indagato per i finanziamenti illeciti del Pci, finanziamenti che erano arrivati per decenni dall'Unione Sovietica. Ebbene, cosa c'entra tutto ciò con Giovanni Falcone? Riporto quello che disse, pochi giorni dopo la strage di Capaci,
"Il giorno 21 maggio (del 1992, ndr), alle ore 18, nell' ufficio del direttore generale dr. Giovanni Falcone, si sono recati il procuratore della Repubblica di Roma, dr. Giudiceandrea, il dr. De Ficchy, sostituto procuratore titolare dell' inchiesta, il consigliere giuridico dell' ambasciata russa a Roma; erano presenti il direttore dell' ufficio 2.o . estradizioni e rogatorie . ed il capo della segreteria della direzione generale degli affari penali. Nel corso dell' incontro . prosegue la nota . furono definite le modalita' dell' espletamento a Mosca della commissione rogatoria richiesta dalla procura della Repubblica di Roma e fu stabilito che l' autorita' giudiziaria avrebbe concordato direttamente con l' ambasciata russa la data della trasferta ed avrebbe comunicato al ministero degli Esteri ed al ministero della Giustizia i nominativi dei magistrati della Procura che si sarebbero recati a Mosca".
Fra i due Paesi, nel 1992, non c' e' alcun trattato in materia giudiziaria; la decisione di collaborare con i nostri inquirenti e' stata presa con uno spirito che viene definito di
pura "cortesia internazionale". Molto ha influito il prestigio di Giovanni Falcone. Come capo degli Affari penali del ministero della Giustizia, aveva curato lui la pratica con i russi.
Insomma, nel maggio 1992 stava partendo un'inchiesta internazionale sui finanziamenti illeciti ricevuti da un partito italiano da parte di una nazione ostile all'Italia. A capo dell'indagine ci sarebbe stato Giovanni Falcone, un magistrato molto famoso e la cui onestà e perseveranza erano note. Il 21 maggio ci fu un primo incontro tra Falcone e i diplomatici russi per decidere come si sarebbe sviluppata l'indagine. Due giorni dopo, a Capaci, Falcone venne ucciso dalla mafia. Che aveva tutti gli interessi a uccidere un magistrato che aveva, e stava, smantellando l'organizzazione criminale. Ma che aveva anche l'interesse di tessere i fili con Roma, con i futuri governanti italiani. E nel 1992 era appena scoppiato Mani Pulite, la Dc stava perdendo voti, mentre gli ex comunisti erano in forte crescita.

Il 23 maggio 1992 morì un uomo onesto, un grande magistrato. Forse, 16 anni dopo, sarebbe ora di fare chiarezza su chi furono TUTTI i mandanti di quell'assassinio.
postato da: Libertory alle ore 11:17 | link | commenti (19)
categorie: mafia, falcone, pci , pcus, finanziamenti illeciti
giovedì, 22 maggio 2008

L'Unità e la bufala di Soru

LiberalConservatoriSoru ha acquistato L'Unità. E, come prima operazione da editore, per far sentire ai giornalisti di essere uno di loro cosa fa? Racconta una favola!
"L'Unità non riceverà più sovvenzioni statali, ma si finanzierà con le copie vendute e la pubblicità" questa la trionfante, e un po' grillosa, dichiarazione di Mr. Tiscali. E allora, direte, cosa c'è di strano? Finalmente un editore che non vuole vivere alle spalle degli italiani. Applausi!

Sì, applausi. Per la divertente barzelletta. L'Unità vuole sopravvivere con le copie vendute? Bene, ecco le copie vendute dal quotidiano fondato da Antonio Gramsci:

L'Unità: 50.000 copie al giorno.

Per capirci, il Corriere della Sera fa 580.000 copie,
Repubblica 560.000,
ma anche Il Giornale fa 200.000,
o la Stampa 260.000. Per parlare di quotidiani nazionali.
Se andiamo su giornali locali, o comunque minori,
L'Arena (quotidiano di Verona) vende 42.000 copie,
la Gazzetta del Mezzogiorno 50.000,
il Giornale di Brescia, no dico IL GIORNALE DI BRESCIA 40.000 copie.

La domanda nasce spontanea: Come fa un quotidiano a sopravvivere senza finanziamenti se non vende?

Le risposte possibili sono tre:
1. Per aumentare le vendite verranno allegati al quotidiano tutti i dvd della collezione privata cinematografica di Veltroni.
2. Per aumentare le vendite verranno regalate connessioni Tiscali ai lettori de L'Unità.
3. E' una stronzata!

Secondo voi quale delle tre è la risposta giusta?
postato da: Libertory alle ore 21:03 | link | commenti (3)
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