
La sinistra è bravissima a riempirsi la bocca di belle parole. Per autoconvincersi si definiscono "Democratici" e vogliono sempre che tutto avvenga democaticamente. Sono loro a vantarsi delle "democratiche" primarie, loro a minacciare a ogni piè spinto l'utilizzo del "democratico" referendum quando il centrodestra fa una legge che a loro non piace. E, sempre loro, urlano alla vergogna quando qualcuno chiede di non andare a votare ai referendum. Che è, secondo loro, la massima espressione della "democrazia".
Ma, si sa, la sinistra è antidemocratica nell'animo. E, quando la democrazia rema contro di loro, allora esce il loro animo statalista, dirigista e comunista.
Democraticamente gli irlandesi hanno detto no a questa Europa. Unici a votare, hanno dato voce ai milioni di europei che non si ritrovano in questa Europa burocratica, dirigista, transstatalista, ma per nulla europea. Hanno espresso il loro democratico parere. E la sinistra che fa? Plaude al referendum, massima espressione della democrazia?
No. Andrea Bonanni, giornalaio de La Repubblica, pone la questione sulla democraticità dei referendum. Ne chiede l'abolizione. Scopre (ma va?????) che i cittadini spesso non sanno abbastanza per poter esprimere un parere. Io lo dicevo da anni, ma mi prendevo del fascista antidemocratico.
Ma il più ridicolo, il più voltagabbana tra i democratici è il nostro presidente della Repubblica. Il popolo irlandese non è d'accordo con Lui, e allora Lui chiede che l'Irlanda venga cacciata dall'Europa. Che venga esiliata.
Questa è l'anima della sinistra. Se sei d'accordo con lei, sei un buon democratico. Se non la pensi come lei.. allora meriti l'esilio!
Bravo presidente... torni a pensare ai rifiuti, che meglio si adattano al suo livello culturale!