
Riporto l'articolo conclusivo delle Olimpiadi di Pechino pubblicato sul sito online de La Gazzetta dello Sport, a firma di
Marco Nicolucci:
"PECHINO (Cina), 24 agosto 2008 – Ha vinto sui campi, ha stravinto fuori. La Cina ha chiuso con un’altra cerimonia sfavillante di luci, colori e suoni le XXIX Olimpiadi estive. Va agli archivi un’edizione perfetta, organizzata splendidamente e gestita con altrettanta bravura e cura dei particolari. Lo spettacolo conclusivo, nel meraviglioso nido del National Stadium, è stato dello stesso livello artistico di quello dell’8 agosto, anche se ovviamente la tensione emotiva era decisamente inferiore, e non poteva essere altrimenti. "Sono stati Giochi veramente eccezionali - ha dichiarato nella cerimonia di chiusura il presidente del Cio Jacques Rogge -. Attraverso questi Giochi il mondo ha imparato qualcosa in più sulla Cina e la Cina ha conosciuto qualcosa in più sul mondo. Sono stati sedici giorni di cui non smarriremo mai il ricordo. Con l'abbraccio di atleti appartenenti a nazioni in conflitto avete dimostrato di essere autentici modelli comportamentali".
CINA - La Cina ha centrato tutti i suoi obiettivi. Ha dominato il medagliere (51 ori, staccatissimi gli Usa – secondi – a 36) conquistando il proprio scontato record di medaglie (100) ma senza “rubare” più di quanto tradizionalmente accade per le Nazioni ospitanti. Il colosso cinese ha lavorato anni per dimostrare al mondo di essere una super potenza anche in campo sportivo, e il risultato è stato colto senza esitazioni, quasi sempre con meriti effettivi e con clamorosi (ma non sempre scontati) en plein in discipline come tennistavolo, tuffi, ginnastica.
ORGANIZZAZIONE - Ma anche sul piano organizzativo l’Olimpiade cinese è stata un’impressionante dimostrazione di forza. Sfruttando una massa lavorativa praticamente sterminata, con decine di volontari a disposizione di ogni ospite, ha creato un contesto operativo ideale per chi – atleti, dirigenti o giornalisti – ha partecipato all’evento. Con buona pace dei catastrofisti e dei cronisti di guerra mancati, pronti a scambiare due anfibi da museo delle armi per drammatiche misure anti-terrorismo, non ci sono stati (ma questo era scontato, in un contesto così sorvegliato) minacce o pericoli, né veri né potenziali, del terrorismo islamico o del separatismo interno. Soprattutto, chi ha vissuto qui per oltre venti giorni ha respirato un clima di accoglienza esemplare e autentica, condito da sorrisi immancabili ma non stucchevoli e da un’inesausta voglia di servire, di aiutare e far bella figura.
CAMBIAMENTI - Gli occidentali che hanno conosciuto Pechino e i cinesi prima dei Giochi raccontano di una città e una società spietate, dove l’unica cosa che conta è fare soldi e la concorrenza spegne sorrisi, buone maniere e fair play. Non abbiamo motivo per dubitare di queste testimonianze, ma la realtà offerta dai cinesi durante i Giochi è completamente diversa. E decisamente positiva. Altra cosa ancora – non ce ne siamo dimenticati – è il problema dei diritti umani, della libertà di espressione, del lavoro minorile, ma di questo bisognerà ricordarsi da domani, e soprattutto dovranno ricordarsene i politici che pretendevano di attribuire agli sportivi il compito di spendersi sull’argomento. Pechino passa a Londra un testimone pesante mille tonnellate. Se fossimo negli organizzatori inglesi, cominceremmo a tremare, o a rimboccarci le maniche."
Ma Rogge e la Gazzetta dove vivono? Organizzazione perfetta? Certo, dateli agli inglesi milioni di schiavi sfruttati e vedete quanti volontari perfetti ci saranno nel 2012! Medaglie meritate? Certo, esclusi giudici compiacenti e controlli antidoping ridicoli, le 100 medaglie sono tutte meritate.
Ma soprattutto... perché dei diritti civili, delle libertà ci dobbiamo ricordare da domani? Perché Rogge se ne è dimenticato per anni? Perché la Gazzetta non ne ha fatto parola per due settimane?
Cio, Nazioni, Governi e giornalisti si sono messi a pecora davanti alla superpotenza Cina. Indifferenti di fronte a una dittatura sanguinaria, a un'ideologia che sopravvive a se stessa solo con la violenza psichica e fisica. Complimenti.