Manifesto per una cultura liberalconservatrice moderna
Strana gente gli italiani, si diceva una volta. Stranissima gente i sinistri, si deve dire oggi. Ve li ricordate i Ferrero, i Bertinotti, i Pecorari Scanio, i Veltroni e compagnia cantante? Ve li ricordate come, dal 1994 a oggi hanno continuato a dire che la destra vinceva grazie alle Tv. Berlusconi, il diavolo in persona, faceva il lavaggio dei cervelli del povero popolo scemo grazie alla tv spazzatura. Ve li ricordate i comizi, tra uno sventolio di bandiere rosse, quando gli intellettuali alla Moretti gridavano: "Questa è la democrazia dei Grandi Fratelli", "Attenti alla dittatura alla De Filippi"? Ve li ricordate, vero?
La sinistra, dal Pd agli antagonisti, da Di Pietro a Casini si è eretta ormai da tempo a paladina della Costituzione. Nel nome della salvaguardia della Carta, vista come la Bibbia laica, di cui si ricorda in ogni occasione "i morti che permisero di scriverla", l'opposizione ha cavalcato battaglie infuocate.
Uolter (non conto un piffero) Veltroni è ogni giorno più buffo. Inutile, ormai ai margini del partito di cui sarebbe leader, sempre a rincorrere chi è più a sinistra di lui, chi è più a destra di lui, chi è più al centro di lui... insomma, a rincorrere tutti, visto che anche un'ameba è più di lui. Ecco, il Uolter ora tuona: "Villari è un problema della destra!". Già, l'onorevole del PD, eletto nelle liste del PD, fatto sedere a Montecitorio dal PD, scelto come membro della Commissione di Vigilanza Rai dal PD è, ora, un problema della destra.
E' un'immagine forte, è d'impatto. E parla di un tema importante come quello sulla violenza sulle donne. Ma alcuni esponenti di Forza Italia e di Alleanza Nazionale del Comune di Milano si oppongono. Perché offende il loro sentire cristiano.
Buffo personaggio l'Antonio Di Pietro. Poco avvezzo all'italiano, lacunoso in materia giuridica, si mostra sempre più spesso ignorante nel campo della scienza politica. Secondo il Tonino-nazionale, oggi, con l'elezione dell'onorevole Villari a capo della commissione vigilanza Rai si sarebbe palesata una chiara manovra dittatoriale e antidemocratica del premier Berlusconi. Perché? Perché la maggioranza (eletta DEMOCRATICAMENTE) e parte dell'opposizione hanno votato un politico facente parte dello schieramento politico attualmente NON al governo (Villari è esponente PD) a capo di un organo importante, come quello della Vigilanza Rai. Cioé: la maggioranza democratica del Paese, insieme a una parte della minoranza, ha votato un uomo della minoranza a occupare un'importante poltrona politica. E questo, secondo lo sceriffo di Montenero di Bisaccia, è antidemocratico e denota l'input dittatoriale di Silvio Berlusconi.
Le elezioni provinciali di Trento hanno visto la netta affermazione del presidente uscente, Lorenzo Dallai, appoggiato dal centrosinistra e dall'Udc. Una vittoria netta che vede il Pd come primo partito della provincia e il centrodestra arrancare a quasi venti punti di distanza. Una vittoria che ha fatto esultare Uolter Veltroni (non quanto l'Ohio di Obama) e gli ha fatto dire, sull'onda delle emozioni, che "Il vento sta cambiando". A parte il fatto che questa frase l'aveva detta già una settimana fa parlando, appunto, di Obama, ma su questo sorvoliamo, è un altro il dato che va analizzato dal leader (?) del PD.
Di amici dei terroristi rossi ne abbiamo già a sufficienza. Di primule rosse che riempiono televisioni e atenei siamo sazi. Di cattivi maestri che insegnano e sognano un nuovo '68 a ragazzini che si bevono qualsiasi cosa ce ne sono in abbondanza a scuola e in università. Di veline, amiche della De Filippi, modelline da isole famose l'Italia ne è piena. Quindi, siamo tutti felici che Carla Bruni viva a Parigi, dimori in Francia e sia francese. Anche perché, per una volta tanto, non si è trattato di una fuga di cervelli.
La battuta di Arturo Parisi, uno non avvezzo all'ironia e all'autoironia, racchiude in sole undici parole tutto il provincialismo italico. Barack Obama ha vinto negli Usa e in Italia si stappa lo spumante. Il neopresidente americano sale sul palco a Chicago e Uolter Veltroni sale sul palchetto a Roma. In uno sventolar di bandiere a stelle e strisce. Sparite le bandiere rosse di settimana scorsa, ora si stringe al cuore quel vessillo che tanto amabilmente hanno bruciato nelle piazze negli ultimi quarant'anni.