Manifesto per una cultura liberalconservatrice moderna
Finalmente Walter Veltroni può coronare il suo sogno. Lasciare la politica, lasciare l'Italia e andare in Africa. Certo, visto come ha ridotto la sinistra italiana in 16 mesi, non è che nel Continente Nero stiano proprio facendo festa all'idea di trovarselo in casa!
Silvio Berlusconi ha ragione.
Non esiste nulla di liberale in Italia, il laicismo è un retaggio storico ormai assente dalla società civile. Siamo un Paese in mano ai baciapile, ai bigotti e alle suorine. Sono loro che decidono quando dobbiamo nascere, come dobbiamo vivere e come, e quando, possiamo permetterci di morire.
Torniamo alla Costituzione.
E allora mi spiegate come mai, nella nostra tanto amata Costituzione, il termine libertà appare, fugacemente, all’Articolo 3 e viene, invece, affrontata realmente solo all’Articolo 13? Perché dobbiamo parlare di lavoro prima che di libertà? La matrice socialista è chiara ed evidente. Lavoro. Certo, il lavoro ha a che fare con la libertà. Arbeit macht frei, c’era scritto ad Auschwitz. Lavori forzati, i gulag.
Allora, in uno Stato che ormai è diventato la dependance del Vaticano, in una Repubblica nata dalla filosofia cattocomunista, ecco la mia proposta. Le forze laiche, liberali di questo Paese, pur minoritarie, si facciano sentire. Per modificare l’Articolo 1 della Costituzione.
Che, nella realtà, resterà quello del titolo, ma almeno nella nostra illusione diventi:
“L’Italia è uno Stato laico e democratico, fondato sulla libertà, sui doveri e i diritti dei cittadini”. Questo dovrebbe essere uno Stato moderno e civile. Ah già, siamo in Italia. Quindi continuiamo a restare legati al lavoro e al clero!
"Venite gente vuota, facciamola finita, voi preti che vendete a tutti un' altra vita;
E ora, caro presidente Berlusconi, non osi mai più chiamarsi liberale! Lei, e il suo governo, siete solo un covo di catto-bigotti. Avrete reso un favore ai preti, ma avete perso la faccia.