Chi sono

Utente: Libertory
Nome: Rinascita Liberale
Giornalista, libero pensatore, laico, anticomunista. Da sempre lotto per dare voce a chi, in Italia, è stato escluso dall'egemonia culturale di sinistra e del Vaticano. Non voglio, quindi, una destra clericale e per questo mi batto per far conoscere e crescere il pensiero liberalconservatore, l'unico, vero, pensiero laico e liberale

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mercoledì, 16 aprile 2008

Perché Rinascita Liberale

LiberalConservatoriIn un'Italia in cui il panorama politico è stato rivoluzionato in poco meno di quindici anni da due eventi traumatici, Tangentopoli e le elezioni del 13 aprile 2008, in un'Italia in cui si sono affermati due grandi blocchi di pensiero, uno socialista-massimalista e uno clericocorporativo rischia di scomparire del tutto il pensiero liberale. Nonostante tutti, dalla sinistra massimalista ai postfascisti, si dichiarino a parole liberali, oggi sono pochi gli esponenti politici e intellettuali che realmente incarnano gli eredi di Einaudi e Malagodi.
Per questo motivo, per difendere la cultura liberalconservatrice e per costruire una politica del fare di stampo moderno e liberale nasce Rinascita Liberale. Liberale, conservatrice, di destra...
Rinascita Liberale vigilerà sulle azioni di governo del Popolo della Libertà, sulle scelte etiche e politiche della maggioranza uscita dalle elezioni del 13 aprile 2008. Avanzerà proposte, criticherà, evidenzierà i lati liberali della politica del centrodestra e metterà in guardie dalle derive clericali e corporative.
Altresì, Rinascita Liberale non smetterà di evidenziare la contraddizione in termini tra il liberalismo e il socialismo, che sia quello clericale del PD o quello massimalista rappresentato dagli ecocomunisti. Perché il pensiero liberale nulla ha a che vedere con chi si erge a paladino dello Stato assistenzialista, a chi propone una politica ibernata all'anticapitalismo e alla lotta di classe.

Perché un'Italia che vuole tornare a essere moderna, occidentale, europea e vuole risollevarsi e contare nel mondo non può prescindere da una cultura e una politica liberale.