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Utente: Libertory
Nome: Rinascita Liberale
Giornalista, libero pensatore, laico, anticomunista. Da sempre lotto per dare voce a chi, in Italia, è stato escluso dall'egemonia culturale di sinistra e del Vaticano. Non voglio, quindi, una destra clericale e per questo mi batto per far conoscere e crescere il pensiero liberalconservatore, l'unico, vero, pensiero laico e liberale

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lunedì, 21 aprile 2008

Procreazione assistita, dove inizia e finisce la libertà?

LiberalConservatoriLa procreazione assistita, o fecondazione artificiale, è una delle pratiche mediche più dibattute nello scenario politico italiano e internazionale. In Italia è stata approvata, nel 2004, la Legge 40, che regola la possibilità delle coppie di affidarsi al Sistema Sanitario Nazionale per avere dei figli tramite la procreazione assistita. Una legge ritenuta limitativa secondo un ampio schieramento politico-sociale, ma al referendum abrogativo del 2005 solo il 26% dei cittadini si è recato alle urne, mantenendo, quindi, l’attuale legge. Ma è veramente una legge liberticida? E se sì, in quali limiti? Qual è la procreazione assistita veramente liberale e quale, invece, è da ritenere radicale ed eticamente non accettabile?

La risposta è difficile, perché una questione delicata come questa, con tutte le possibili conseguenze etiche non può avere una posizione né univoca né generalizzata. Ma, alcuni punti fermi si possono trovare. Il primo è che la ricerca scientifica non può venir limitata da posizioni retrograde e tradizionaliste. Nuove tecniche di fecondazione artificiale, come il criocongelamento o la fecondazione in vitro, non hanno ragioni bioetiche per venir contrastate. Una legge liberale deve garantirne lo sviluppo e l’utilizzo, perché sono una garanzia di libertà della coppia per avere un figlio. Anche la diagnosi preimpianto dell'embrione, necessaria per stabilire la presenza di malattie rintracciabili geneticamente, attualmente vietata dalla Legge 40 è una libertà che il legislatore deve lasciare. La scusa dei rischi abortivi della diagnosi è patetica e preconcetta, perché è la stessa che affrontano le donne che si sottopongono all’amniocentesi, una pratica legale e accettata in Italia e alla quale si sottopongono, forzatamente, le donne fecondate artificialmente. Questi, quindi, sono i concetti base di un pensiero liberale in ambito di procreazione assistita. Ma la cultura liberale non può accettare altre proposte, che arrivano dai settori radicali e massimalisti, e che, invece, sono aberrazioni libertarie ma non liberali.

Parlo della fecondazione eterologa. L’utilizzo del seme di una persona terza, al di fuori della coppia, se da un lato può, effettivamente, risolvere il problema di infertilità di una coppia, permettendo la nascita di un figlio, dall’altra pone due importanti questioni etiche e di libertà dei figli. Non voglio neanche parlare di quelle aberrazioni, come l’utilizzo di seme/ovulo di un defunto, né della possibilità di utilizzare il seme di personaggi famosi, così come scegliere se utilizzare il seme di un uomo biondo con gli occhi azzurri. Queste pratiche erano di moda in certi centri di ricerca dislocati dalle parti di Auschwitz e Vorkuta e, sinceramente, è meglio che restino sepolti nella memoria.

La fecondazione eterologa significa, anche, la nascita di un figlio che è, realmente, il figlio di una sola delle due componenti della coppia. Questo crea problemi psicologici ed etici sia nel genitore-non genitore sia nel nascituro, il quale non sarà, veramente figlio di entrambi i genitori. E’ una forzatura del concetto di procreazione che non può essere accettato. La procreazione deve assistere una coppia ad avere un figlio PROPRIO, non a procreare forzatamente un figlio, di terzi.

Il principio di base da cui nasce la politica massimalista e radicale è, infatti, quello del diritto ad avere dei figli. Ma la paternità/maternità non sono un diritto, e forzare il concetto di procreazione per garantire questo falso diritto significa andare contro la libertà e i diritti dei bambini. La volontà di paternità/maternità come forma di egoismo dev’essere contrastata limitando i presunti diritti a questa paternità/maternità. Per questo motivo si dovrebbero facilitare e stimolare maggiormente le adozioni dei bambini già nati, invece di continuare su una strada liberticida ed egoistica come quella della fecondazione assistita eterologa.

La libertà dei bambini è più importante e superiore a quella dei genitori.