Chi sono

Utente: Libertory
Nome: Rinascita Liberale
Giornalista, libero pensatore, laico, anticomunista. Da sempre lotto per dare voce a chi, in Italia, è stato escluso dall'egemonia culturale di sinistra e del Vaticano. Non voglio, quindi, una destra clericale e per questo mi batto per far conoscere e crescere il pensiero liberalconservatore, l'unico, vero, pensiero laico e liberale

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mercoledì, 16 aprile 2008

Manifesto LiberalConservatore

LiberalConservatori
  1. Meno Stato, più individuo
  2. L’uguaglianza passa attraverso la meritocrazia
  3. Tutti i cittadini hanno eguali diritti e doveri
  4. Educazione al rispetto degli altri e alla responsabilizzazione individuale
  5. Per una Nazione laica, contro ogni fondamentalismo
  6. No all’assistenzialismo a fondo perduto
  7. Riforma fiscale per la libertà dell’individuo e dell’azienda, abolizione delle tasse patrimoniali
  8. Libero mercato, ma in un contesto di concorrenza leale
  9. Riforma della pubblica amministrazione e della politica. Eliminare i costi inutili, senza paura di toccare i “diritti acquisiti”
  10. Difesa dei valori occidentali attraverso una politica estera filo-occidentale e filo-israeliana
  11. Eurofavorevoli, ma da una posizione paritaria
  12. Sicurezza&Immigrazione: la sicurezza, la legalità e la certezza della pena sono libertà fondamentali dei cittadini
  13. Droghe: liberale non è antiproibizionista
  14. Aborto: l’interruzione della gravidanza è una libertà fondamentale, ma non un anticoncezionale
  15. Coppie di fatto, procreazione assistita e adozioni: libertà sessuale è diritto fondamentale, ma nei limiti della natura umana e nel rispetto delle libertà dei bambini (nati e nascituri)
  16. Matrimonio: l’unione civile è un contratto e come tale può venir sciolto con un divorzio rapido
  17. Istruzione: Serve una scuola di qualità e non di quantità. Aiuti (in base al reddito e al merito) anche per le famiglie che scelgono la scuola privata e corsi speciali per i figli di stranieri, affinché recuperino il gap linguistico con gli studenti italiani senza penalizzare la qualità dell’istruzione