
Gli ultimi fatti di cronaca e politica che arrivano da Roma sono inquietanti. La rissa con coltelli e bastoni alla Sapienza di Roma sono il termometro di un Paese in crisi, di una voglia di tornare al passato di una fetta del mondo politico italiano. Ma non è di questo che voglio parlare. Ci sono in corso indagini, interrogatori e presto, si spera, la magistratura farà luce su ciò che è veramente successo l'altro giorno tra i giovani dei centri sociali e quelli di Forza Nuova.
E' ciò che ha fatto scaturire tutto ciò che mi interessa. E' ciò che la violenza ha messo in secondo piano. E' ciò che, a me, fa veramente paura. Cioé la scelta del rettore dell'Università della Sapienza di annullare il convegno organizzato dai giovani di Forza Nuova, scelta che ha portato alla violenza dell'altro giorno.
L'Università Sapienza di Roma è, secondo molti esimi personaggi mondiali, uno degli Atenei più importanti al mondo, non solo in Italia. E, come tale, dovrebbe essere fucina di cultura. Cultura che significa non solo insegnamento, ma anche confronto, dibattito, libertà di pensiero e luogo di crescita. Questo significa che, oltre ai normali corsi, vengano organizzati incontri, dibattiti, tavole rotonde e quant'altro per studiare e analizzare la storia, gli avvenimenti e discutere di tutto ciò. Permettendo A TUTTI di esprimere la propria opinione. Per quanto sbagliata. Per quanto folle, anche. Proprio per affrontarla con la cultura e, casomai, distruggerla con le proprie argomentazioni e con le verità storiche.
Ecco, questa è l'Università. L'Università libera e liberale. Poi, esiste un'altra Università. Ed è la Sapienza di Roma. Già a gennaio si era scoperto che le scelte culturali e politiche del massimo Ateneo italiano non erano decise dal Ministro, dal Rettore, dai Presidi o da altre autorità universitarie. Erano decise dai Collettivi Studenteschi, dalla Sinistra massimalista e dall'intellighentia veterocomunista. Chi legge questo blog sa che l'ultima cosa che sono è un baciapile, anzi. Eppure, a gennaio mi venne il vomito leggendo che era stata vietata la presenza del Pontefice all'innaugurazione dell'anno accademico. Per le proteste dei Collettivi e della sinistra massimalista.
E oggi la storia si è ripetuta, ma in maniera ancora più vergognosa. E sotto silenzio.
I Collettivi hanno organizzato un convegno per parlare di foibe, cioé gli assassini di massa perpetrarti dai partigiani e dai comunisti titini alla fine della Seconda Guerra Mondiale. Convegno cui, nonostante ne avesse fatto richiesta, non è stato invitato il giornalista Pansa, uno dei massimi esperti nel campo.
Convegno nel quale si è NEGATA l'esistenza delle foibe.
Ecco, proprio per contrastare questa falsità storica era stato organizzato un secondo convegno. Da parte dei giovani di FN. Con Pansa presente. Ma, come per il Pontefice, anche in questo caso il rettore ha dovuto fare marcia indietro. Dietro le minacce dei Collettivi e della sinistra massimalista.
Da qui è nata la violenza dell'altro giorno.
La più importante Università italiana non accetta una cultura, una storia, un'idea e una verità che non sia quella dettata dalla sinistra comunista. Questa è la realtà dell'Italia odierna. Ed è di questa che dobbiamo avere paura. Non di alcuni rimasugli ideologici che si nascondono dietro a gruppetti di ignoranti, bulli di periferia.