
In un'Italia in cui il
panorama politico è stato rivoluzionato in poco meno di quindici anni da due eventi traumatici, Tangentopoli e le
elezioni del 13 aprile 2008, in un'Italia in cui si sono affermati
due grandi blocchi di pensiero, uno
socialista-massimalista e uno
clericocorporativo rischia di scomparire del tutto il pensiero liberale. Nonostante tutti, dalla sinistra massimalista ai postfascisti, si dichiarino a parole liberali, oggi sono pochi gli esponenti politici e intellettuali che realmente incarnano
gli eredi di Einaudi e Malagodi.
Per questo motivo, per
difendere la cultura liberalconservatrice e per costruire una politica del fare di stampo moderno e liberale nasce Rinascita Liberale.
Liberale, conservatrice, di destra...
Rinascita Liberale vigilerà sulle azioni di governo del Popolo della Libertà, sulle scelte etiche e politiche della maggioranza uscita dalle elezioni del 13 aprile 2008.
Avanzerà proposte, criticherà, evidenzierà i lati liberali della politica del centrodestra e
metterà in guardie dalle derive clericali e corporative.
Altresì, Rinascita Liberale non smetterà di evidenziare la
contraddizione in termini tra il liberalismo e il socialismo, che sia quello clericale del PD o quello massimalista rappresentato dagli
ecocomunisti. Perché il pensiero liberale nulla ha a che vedere con chi si erge a paladino dello Stato assistenzialista, a chi propone una politica ibernata all'anticapitalismo e alla lotta di classe.
Perché un'Italia che vuole tornare a essere moderna, occidentale, europea e vuole risollevarsi e contare nel mondo non può prescindere da una cultura e una politica liberale.