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Utente: Libertory
Nome: Rinascita Liberale
Giornalista, libero pensatore, laico, anticomunista. Da sempre lotto per dare voce a chi, in Italia, è stato escluso dall'egemonia culturale di sinistra e del Vaticano. Non voglio, quindi, una destra clericale e per questo mi batto per far conoscere e crescere il pensiero liberalconservatore, l'unico, vero, pensiero laico e liberale

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giovedì, 17 aprile 2008

Non lasciamo diritti civili ed etica in mano alla sinistra

LiberalConservatoriIn questi ultimi anni si è visto sempre più uno scontro tra centrodestra e centrosinistra sui diritti civili e le questioni etiche. Coppie di fatto, procreazione assistita, aborto, eutanasia e adozioni sono diventate battaglie radicali e massimaliste, con la componente, in teoria liberale, a osteggiarle tout court.
Perché è accaduto tutto ciò? E cosa deve fare il centrodestra per riappropiarsi di battaglie che sono, storicamente, liberali? La risposta è semplice: fare proposte concrete. Non lasciare alla sinistra massimalista di promuovere leggi libertarie ma non liberali, contro l'etica, ma favore di uno zapaterismo estremista.
Oggi parlo di aborto ed eutanasia. Le posizioni clericali all'interno del blocco conservatore stanno prendendo il sopravvento e lasciano spazio alle posizioni radicali del blocco socialista. Ad aprire una discussione interessante è stato Ferrara, ma il suo atteggiamento provocatorio ha solo provocato scontri, senza un vero ragionamento sulla legge 194. L'aborto è una libertà conquistata dai liberali italiani, che devono difenderla a spada tratta, ma che, al tempo stesso, devono mostrare le deviazioni che la legge 194 ha preso nel corso degli anni. L'aborto è, oggi, considerato un metodo contraccettivo. Come la pillola o il profilattico, molte donne, soprattutto giovani, spesso adolescenti, credono di poter rischiare una gravidanza perché intanto poi possono abortire. E' qui che la legge va cambiata, o meglio, attuata al 100%. L'aborto è una libertà per affrontare gravidanze a rischio, per superare violenze sessuali, per poter scegliere se far nascere o meno un figlio malato. Ma NON può essere semplicemente un modo di liberarsi di una gravidanza non voluta, per la quale non si è fatto nulla per evitarla.
Parlando, invece, di eutanasia, il centrodestra deve forzatamente accogliere le istanze liberali che parlano di testamento biologico, di libertà di scegliere di interrompere una sofferenza, di poter porre fine a una situazione che rende la vita individuale un semplice supplizio. Opporsi ottusamente a tutto ciò, appoggiare le istanze retrograde della componente clericale significa permettere alla sinistra di cavalcare una battaglia di libertà giusta e sacrosanta. Vivere significa vivere in un corpo libero, libertà significa poter decidere quando la propria vita non ha più la dignità di essere vissuta. L'eutanasia, se scelta dal malato, è un diritto e una libertà cui non si può porre il veto e cui, soprattutto, non è lo Stato a poterlo porre!
mercoledì, 16 aprile 2008

Perché Rinascita Liberale

LiberalConservatoriIn un'Italia in cui il panorama politico è stato rivoluzionato in poco meno di quindici anni da due eventi traumatici, Tangentopoli e le elezioni del 13 aprile 2008, in un'Italia in cui si sono affermati due grandi blocchi di pensiero, uno socialista-massimalista e uno clericocorporativo rischia di scomparire del tutto il pensiero liberale. Nonostante tutti, dalla sinistra massimalista ai postfascisti, si dichiarino a parole liberali, oggi sono pochi gli esponenti politici e intellettuali che realmente incarnano gli eredi di Einaudi e Malagodi.
Per questo motivo, per difendere la cultura liberalconservatrice e per costruire una politica del fare di stampo moderno e liberale nasce Rinascita Liberale. Liberale, conservatrice, di destra...
Rinascita Liberale vigilerà sulle azioni di governo del Popolo della Libertà, sulle scelte etiche e politiche della maggioranza uscita dalle elezioni del 13 aprile 2008. Avanzerà proposte, criticherà, evidenzierà i lati liberali della politica del centrodestra e metterà in guardie dalle derive clericali e corporative.
Altresì, Rinascita Liberale non smetterà di evidenziare la contraddizione in termini tra il liberalismo e il socialismo, che sia quello clericale del PD o quello massimalista rappresentato dagli ecocomunisti. Perché il pensiero liberale nulla ha a che vedere con chi si erge a paladino dello Stato assistenzialista, a chi propone una politica ibernata all'anticapitalismo e alla lotta di classe.

Perché un'Italia che vuole tornare a essere moderna, occidentale, europea e vuole risollevarsi e contare nel mondo non può prescindere da una cultura e una politica liberale.