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Utente: Libertory
Nome: Rinascita Liberale
Giornalista, libero pensatore, laico, anticomunista. Da sempre lotto per dare voce a chi, in Italia, è stato escluso dall'egemonia culturale di sinistra e del Vaticano. Non voglio, quindi, una destra clericale e per questo mi batto per far conoscere e crescere il pensiero liberalconservatore, l'unico, vero, pensiero laico e liberale

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sabato, 19 aprile 2008

Violenza e sicurezza, la sottile linea tra rispetto e tolleranza

LiberalConservatoriUno stupro in pieno centro l'altra notte a Milano, uno stupro e tentato omicidio oggi a Roma, in una stazione ferroviaria. E altre violenze sulle donne, rapine, omicidi che da mesi si rinnovano quotidianamente in tutta Italia. E l'eterno (sbagliato) dubbio: essere liberali significa tolleranza o repressione?
Tolleranza, parolone di cui si riempiono la bocca clerici e massimalisti, ma spesso anche presunti liberali. Tolleranza, cioé il tollerare l'altro. Cioé sopportarlo guardandolo dall'alto, accettarne i difetti (e i crimini) pur reputandosi superiori. Questa è la semantica della parola tolleranza, miei cari buonisti. E della tolleranza, i liberali, non sanno che farsene!
Rispetto! Questo è il termine giusto. Rispettare il prossimo significa reputarlo degno quanto se stessi, significa rispettare le sue idee, la sua fede, i suoi vizi e i suoi pregi. Ed è il rispetto che oggi manca in Italia e nel mondo. Manca nelle scuole, manca nelle giovani generazioni, manca negli adulti e manca negli immigrati. Perché il rispetto è, sempre e comunque, reciproco. Il liberale rispetta le posizioni altrui, ma pretende il rispetto da parte degli altri. Non porge la guancia, accetta un rapporto paritetico.
Oggi, in Italia, c'è un'emergenza sicurezza. L'arrivo di milioni di clandestini, con le loro regole e le loro tradizioni, ha rivoluzionato la società italiana. Ma accettare e rispettare le tradizioni altrui significa pretendere che chi arriva in Italia accetti e rispetti le leggi e le tradizioni italiane.
Stupri, che siano compiuti da italiani o meno, rapine, omicidi, scippi, vagabondaggio non possono e non devono essere tollerati. I cittadini, italiani e non, devono avere tutti gli stessi diritti, ma anche e soprattutto gli stessi doveri.
La politica lassista degli ultimi due anni ha provocato una spirale di violenza e di intolleranza sempre maggiore. Oggi serve una politica liberale, una politica che non abbia paura di parlare di repressione della violenza, che non tema gli strali buonisti se affronta con risolutezza e forza il problema dell'immigrazione clandestina, delle baraccopoli e dei ghetti. Non possono e non devono esistere zone franche nelle nostre città. Non ci possono essere quartieri in mano a etnie che pretendono di farsi le leggi e di non rispettare quelle dello Stato che li ospita.
Essere liberali significa garantire la libertà di tutti. La libertà di chi viene a cercare un futuro in Italia, ma anche, e soprattutto, la libertà delle donne di poter girare la città, la libertà delle famiglie di stare in casa senza temere rapine, la libertà dei commercianti di non venir derubati. La libertà di vivere tranquillamente è una libertà fondamentale. Chi toglie questa libertà in nome della tolleranza e del buonismo è il primo illiberale.
Reprimere il crimine è liberale. Tollerare la violenza è illiberale!
postato da: Libertory alle ore 18:06 | link | commenti
categorie: tolleranza, repressione, violenza, rispetto